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LA
PAURA DELLA VERITA'
A.
Pazzaglia - Robin edizioni
Recensione di Ivo
Ginevra
“C’è
un odore per ogni età della nostra vita”.
Andrea Pazzaglia in questo romanzo ci regala il personaggio di Leonardo
Del Sapio. “Un po’ malinconico e amante della natura, che
passa le sue giornate coltivando la terra, immerso nella tranquillità
del podere dove abita. A quarant’anni ha finalmente trovato la
vita che desiderava, circondato da amici con cui condividere una buona
cena e più di qualche bicchiere di vino rosso. Amante delle donne,
ma profondamente innamorato di sua moglie Mara, Leonardo scoprirà
pian piano di avere un fiuto particolare nello svelare misteri apparentemente
irrisolvibili”.
Diciamo subito non è un giallo ricco di colpi di scena, con inseguimenti,
sparatorie, caterve di morti ammazzati e poliziotti. È un giallo,
semplice, tenero, equilibrato, intimista, con perle di saggezza, e riflessioni
naturali che sebbene possano apparire ovvie e scontate di questi tempi
non sono quasi mai scritte, lette, raccontate. Il fascino della scrittura
di Pazzaglia è tutto qua, nel rapporto con il quotidiano, con
la terra, gli affetti, la semplicità delle piccole cose. Dei
piccoli gesti.
È un libro piacevole che affascina col suo incedere pigro degli
eventi. La forza di Pazzaglia sta proprio nell’aver saputo cogliere
e ben rappresentare la gestazione del processo mentale che travolge,
suo malgrado, il pacifico protagonista del romanzo trasformandolo da
felice campagnolo in vero detective.
Il personaggio di Leonardo Del Sapio è fresco, umano, molto originale
ed estremamente credibile. I suoi valori sono quelli classici della
famiglia, dell’amore, dell’amicizia e sono mostrati senza
retorica e falso perbenismo. Il linguaggio per esprimere questi concetti
è essenziale, calibrato e al contempo nostalgico. Un ottimo mix.
Trascrivo da pag. 13 una riflessione dell’autore sull’amico
morto che esprime perfettamente il dramma dell’indifferente incedere
del giorno a dispetto del dramma personale. “… Il senso
dell’assurdo che accompagna la morte delle persone ancora sane
l’aveva seguito per tutto il giorno, spesso nella vigna in maglietta
e pantaloni da lavoro, sotto un sole vivo che pareva, dopo gli scrosci
dei giorni scorsi, non volersi più riposare”. E poi ancora
da pag. 14 la riflessione di Del Sapio sull’amico scomparso che
oramai non vedeva da tempo: “….Era quasi un estraneo oramai,
crediamo che l’amico resti lì ad aspettarci e di poterlo
ritrovare in ogni momento, ma ogni giorno nuove cose lasciano i loro
resti di colori e polvere ad otturare i vecchi canali di comunicazione
per cui bastava un gesto o uno sguardo per capirsi. Si rimane un po’
a combattere per cercare di trovare la chiave, la parola, il lessico
per riattivarli, poi con tristezza si capisce che restano solo i ricordi
e quel fondo di rispetto e malinconia per ciò che ci siamo dati,
per ciò che siamo stati….”.
In definitiva un ottimo esordio per Andrea Pazzaglia ed un nuovo protagonista
quello di Leonardo Del Sapio, indubbiamente bucolico, ma tanto umano,
e che spero di poter rincontrare ancora.
Leonardo potrebbe essere ognuno di noi se solo avessimo il coraggio
di buttare la nostra valigia 24 ore in un fiume e andare a vivere in
campagna coltivando la terra per un ottimo vino.
“Lasciare la noia talvolta è più difficile di affogarci”.
Ivo Tiberio Ginevra
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