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14 COLPI AL CUORE
AUTORI VARI - MONDADORI
EDITORE
RECENSIONE DI IVO
GINEVRA
Il
mio amico avvocato Nino Bonanno mi ha prestato da leggere un libro di
Autori Vari edito Mondatori nel 2001, dal titolo “14 colpi al
cuore”.
Quest'antologia è curata da Serge Quadruppani e gli scrittori
che è riuscito a raccogliere sotto l’etichetta Mondatori
sono di tutto rispetto, basti dire che il primo racconto è di
Andrea Camilleri, per l’appunto la “Ballata per Fofò
La Matina”, divenuto in seguito quel meraviglioso e singolare
romanzo di “La stagione della caccia” edito Sellerio.
Gli altri “Autori Vari” sono tutti famosi al pubblico di
appassionati del noir e li elenco in stretto ordine di pubblicazione
del racconto: Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Nino Filastò,
Massimo Carlotto, Santo Piazzese, Danilo Arona, Marcello Fois, Enzo
Fileno Carabba, Eraldo Baldini, Michele Serio, Giacomo Cacciatore, Casare
Battisti e Sandrone Dazieri.
Ognuno di loro ha dato un racconto che è una piccola perla di
30 pagine circa.
A Quadruppani va indubbiamente dato il merito di avere saputo scegliere
con cura questi autori e ognuno con il suo colpo sparato arriva dritto
al cuore. Un cuore noir nella migliore tradizione italiana contemporanea.
Ad 8 anni dalla sua pubblicazione quest’Oscar Mondadori regge
bene il confronto con altre raccolte di racconti del genere.
Le storie sono tutte veramente belle e diverse fra loro e (ad eccezione
di quella di Cesare Battisti che non mi è piaciuta per niente
e che ritengo un infortunio) non ho nulla da dire se non un grazie a
questi autori che mi hanno dato un autentico momento di piacere.
La bellezza dell'antologia sta nel biglietto da visita consistente in
un piccolo racconto consegnato dallo scrittore ad ogni lettore che non
lo conosce o che lo ha solo sentito nominare, e l’effetto prodotto
è quello di mettersi subito alla ricerca dei vari libri di questi
autori; infatti non potrò esimermi di acquistare subito qualcosa
di Gianfranco Manfredi che sconoscevo ed ho ammirato
nella sua storia dal titolo “La matematica non è un opinione”.
Stesso discorso vale per Laura Grimaldi con il suo
racconto: “Tonio dai coltelli”, ed Eraldo Baldini
con la sua “Spiaggia privata”. Pregevole anche
la tensione creata da Michele Serio in “La casa
infestata” e veramente bella la storia di Giacomo Cacciatore
dal titolo “L’abbaglio”, dove in solo 31
pagine lo scrittore descrive brillantemente una storia di polizia intricata,
con un linguaggio fresco e duttile, consegnandoci in modo caratterialmente
completo il protagonista brigadiere di “piesse” in attesa
si pensionamento, Vittorio Cacciamali. Un solo aggettivo per "Cane
mangia cane" di Marcello Fois: bellissimo. Ha
un incredibile personaggio e un finale strepitoso, così come
il racconto di Massimo Carlotto “Storia di Gabriella
vedova della mala” che riprende ed anticipa i suoi romanzi con
l’ormai famoso Alligatore. Bello e irreale “L’eclissi
del granchio” di Nino Filastò, e impeccabile
come sempre Sandrone Dazieri, nel suo inconfondibile
stile asciutto dei “I ragazzi del jukebox”. Il racconto
di Santo Piazzese, “L’estate di San Martino”,
è bello, originale e anticipa di poco il linguaggio perfetto
del suo terzo romanzo “Il soffio della Valanga”.
Se fossi stato componente di una giuria e per l’assegnazione del
premio e mi fossero arrivati in finale questi 13 scrittori, avrei avuto
serissime difficoltà per nominare un vincitore, ma poi senza
voler togliere nulla dei propri meriti a nessuno, avrei scelto Fois
perché completo nello stile ed in piena obbedienza al noir denso
di colpi di scena. Una menzione l’avrei sicuramente data a Manfredi
per la sua originalità, e poi anche a Cacciatore, Carlotto e
Serio. Il maestro Camilleri l’avrei ovviamente messo fuori concorso
e sono indegno anche di nominarlo.
Questo libro non lo restituirò mai più a Nino, anche se
la Mondadori nel 2002 ha pubblicato un'altra edizione reperibile in
commercio cambiando la veste grafica di copertina ed aggiungendo un
racconto intitolato "Reinhardt Klotz" dell’ottimo Carlo
Lucarelli, non presente in quello fregato al mio amico.
Ivo Ginevra
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